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Abramo
è uomo di fede e di
preghiera, che ama il suo
Signore con tutto il cuore,
con tutta l’anima e con
tutte le sue forze. È il
modello della vera fede, che
è adesione libera e
consapevole al volere divino.
Sempre attento ai richiami che
Dio gli rivolge, Abramo vive
un’esistenza di
contemplazione e preghiera.
Nulla per lui è più
importante della Volontà del
Signore, che compie
fedelmente, nonostante a volte
non riesca subito a
comprenderla.
Dio mette
Abramo alla prova, purifica e
rafforza la sua fede con
grandi prove, come quella del
sacrificio di Isacco, quel
figlio destinato a divenire
“un grande popolo” secondo
la promessa. Abramo non
contesta il comando del suo
Signore, con dolore ma anche
con una incrollabile fede, si
appresta a sacrificare il
figlio. Tale atto di fedeltà
e abbandono verrà
ricompensato da Dio
risparmiando la vita stessa di
Isacco e con ogni benedizione:
“…saranno benedette per la
tua discendenza tutte le
nazioni della terra, perché
tu hai obbedito alla mia
voce” (Gn 22,18). Il cuore
di Abramo è tutto sottomesso
alla parola del Signore: egli
corrisponde pienamente alla
chiamata di Dio, confidando
sempre nella Sua bontà.
Quella di Abramo è una vita
di sacrifici e rinunce, eppure
una vita piena e felice anche
nella sofferenza: prestando
fede alle parole divine,
lascia la sua terra per
dirigersi verso un paese che
Dio gli avrebbe indicato, ma
che lui non conosceva affatto.
Abramo si fida
di Dio, ascolta il suo cuore e
la sua coscienza, cosi che
sempre sa distinguere cosa sia
giusto fare. Non si lascia
vincere dalle paure umane,
dalle debolezze e incertezze
della vita, ma intuisce che se
Dio è accanto a lui non ha
nulla da temere, perché il
Signore è fedele, generoso e
attento ai bisogni dei Suoi
figli. Dio conosce bene la
fragilità umana, sa che
l’uomo da solo non può fare
nulla di buono, così si rende
pienamente disponibile a colui
che sinceramente desidera
amarLo e compiacerLo senza
condizioni. Abramo non
pretende spiegazioni e agisce
senza esitare. Crede
fermamente alle promesse del
Signore, che nella sua Bontà
e Giustizia certamente
realizzerà, e così, quando
Dio, apparendogli in visione
gli dice “guarda il cielo e
conta le stelle se riesci a
contarle…tale sarà la tua
discendenza” (Gen 15,5),
Abramo, pur essendo già
vecchio e non avendo ancora
eredi, non dubita e ottiene di
diventare padre del popolo
eletto. Sara, sua moglie, pur
essendo sterile e in età
avanzata, genera Isacco e da
lui discenderà una stirpe
innumerevole. Dio, dunque, può
realizzare la sua opera grazie
all’Alleanza che ha stretto
con Abramo, il quale ha
corrisposto fedelmente al
Signore, che lo ha scelto e
chiamato a una grande
missione. Come Dio ha agito
con Abramo, così fa con ogni
uomo in ogni tempo, lo chiama
all’esistenza per affidargli
un compito che soltanto lui,
con una retta condotta, con
fedeltà e amore, potrà
realizzare al fianco del
Signore.
La
vita di Abramo è fatta di
silenzio e preghiera. Di gesti
generosi che rivelano la sua
fede e la sua anima. Non parla
molto ma agisce seguendo le
ispirazioni interiori. Prega e
non trascura mai di
ringraziare Dio per i benefici
ricevuti. Esemplare è anche
il suo senso dell’ospitalità:
quando il Signore si presenta
a lui nelle vesti dei tre
viandanti alle Querce di Mamre,
Abramo, già prima di
riconoscere Dio in loro,
manifesta una magnifica
ospitalità (vedi Gn 18).
Allora Dio rivela ad Abramo il
Suo disegno e lui, ormai in
piena sintonia con il suo
Signore, si fa persino
intercessore per gli abitanti
di Sodoma, dimostrando una
“fiducia audace” (vedi Gn
18, 22-32).
Abramo ci
insegna la vera fede e la vera
preghiera, che non sono
soggette ai mutamenti del
mondo, perché Dio non cambia,
rimane eternamente lo stesso e
sempre grande è il Suo Amore
per gli uomini. Infatti, come
allora anche oggi compiere
la Volontà
di Dio è irrinunciabile per
l’uomo che ama veramente il
Signore con tutto il cuore.
Proprio come Abramo, Dio
chiama nell’intimo ciascuno
di noi a una specifica
vocazione, e, come Abramo,
anche noi abbiamo il dovere di
rispondere al Signore che ci
ha prescelto fin dall'eternità.
Questa chiamata si scopre
nella preghiera, fatta di
silenzio e di ascolto. Nella
preghiera, infatti, si conosce
la via da seguire, le
decisioni più giuste da
prendere e si trova il
coraggio e la forza di mettere
in atto quel piano di salvezza
che Dio ha su di noi. Facciamo
attenzione alle grazie che ci
concede e ringraziamoLo
costantemente per questi doni
gratuiti. Come Abramo,
riponiamo nel Signore tutta la
nostra speranza e le
benedizioni saranno sempre
abbondanti. Non ci mancherà
mai il sostegno nei momenti
difficili, né la gioia e la
serenità in ogni occasione.
Solo se resteremo uniti a Dio
nella preghiera sentiremo
crescere in noi la fede e con
la fede la speranza, l’amore
e ogni altra virtù.
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