ABRAMO:

modello di fede e di preghiera

(Genesi, capitoli 12-25)

 di Pamela Salvatori

  Abramo è uomo di fede e di preghiera, che ama il suo Signore con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le sue forze. È il modello della vera fede, che è adesione libera e consapevole al volere divino. Sempre attento ai richiami che Dio gli rivolge, Abramo vive un’esistenza di contemplazione e preghiera. Nulla per lui è più importante della Volontà del Signore, che compie fedelmente, nonostante a volte non riesca subito a comprenderla.

 

Dio mette Abramo alla prova, purifica e rafforza la sua fede con grandi prove, come quella del sacrificio di Isacco, quel figlio destinato a divenire “un grande popolo” secondo la promessa. Abramo non contesta il comando del suo Signore, con dolore ma anche con una incrollabile fede, si appresta a sacrificare il figlio. Tale atto di fedeltà e abbandono verrà ricompensato da Dio risparmiando la vita stessa di Isacco e con ogni benedizione: “…saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce” (Gn 22,18). Il cuore di Abramo è tutto sottomesso alla parola del Signore: egli corrisponde pienamente alla chiamata di Dio, confidando sempre nella Sua bontà. Quella di Abramo è una vita di sacrifici e rinunce, eppure una vita piena e felice anche nella sofferenza: prestando fede alle parole divine, lascia la sua terra per dirigersi verso un paese che Dio gli avrebbe indicato, ma che lui non conosceva affatto.

 

Abramo si fida di Dio, ascolta il suo cuore e la sua coscienza, cosi che sempre sa distinguere cosa sia giusto fare. Non si lascia vincere dalle paure umane, dalle debolezze e incertezze della vita, ma intuisce che se Dio è accanto a lui non ha nulla da temere, perché il Signore è fedele, generoso e attento ai bisogni dei Suoi figli. Dio conosce bene la fragilità umana, sa che l’uomo da solo non può fare nulla di buono, così si rende pienamente disponibile a colui che sinceramente desidera amarLo e compiacerLo senza condizioni. Abramo non pretende spiegazioni e agisce senza esitare. Crede fermamente alle promesse del Signore, che nella sua Bontà e Giustizia certamente realizzerà, e così, quando Dio, apparendogli in visione gli dice “guarda il cielo e conta le stelle se riesci a contarle…tale sarà la tua discendenza” (Gen 15,5), Abramo, pur essendo già vecchio e non avendo ancora eredi, non dubita e ottiene di diventare padre del popolo eletto. Sara, sua moglie, pur essendo sterile e in età avanzata, genera Isacco e da lui discenderà una stirpe innumerevole. Dio, dunque, può realizzare la sua opera grazie all’Alleanza che ha stretto con Abramo, il quale ha corrisposto fedelmente al Signore, che lo ha scelto e chiamato a una grande missione. Come Dio ha agito con Abramo, così fa con ogni uomo in ogni tempo, lo chiama all’esistenza per affidargli un compito che soltanto lui, con una retta condotta, con fedeltà e amore, potrà realizzare al fianco del Signore.

 

La vita di Abramo è fatta di silenzio e preghiera. Di gesti generosi che rivelano la sua fede e la sua anima. Non parla molto ma agisce seguendo le ispirazioni interiori. Prega e non trascura mai di ringraziare Dio per i benefici ricevuti. Esemplare è anche il suo senso dell’ospitalità: quando il Signore si presenta a lui nelle vesti dei tre viandanti alle Querce di Mamre, Abramo, già prima di riconoscere Dio in loro, manifesta una magnifica ospitalità (vedi Gn 18). Allora Dio rivela ad Abramo il Suo disegno e lui, ormai in piena sintonia con il suo Signore, si fa persino intercessore per gli abitanti di Sodoma, dimostrando una “fiducia audace” (vedi Gn 18, 22-32).

 

Abramo ci insegna la vera fede e la vera preghiera, che non sono soggette ai mutamenti del mondo, perché Dio non cambia, rimane eternamente lo stesso e sempre grande è il Suo Amore per gli uomini. Infatti, come allora anche oggi compiere la Volontà di Dio è irrinunciabile per l’uomo che ama veramente il Signore con tutto il cuore. Proprio come Abramo, Dio chiama nell’intimo ciascuno di noi a una specifica vocazione, e, come Abramo, anche noi abbiamo il dovere di rispondere al Signore che ci ha prescelto fin dall'eternità. Questa chiamata si scopre nella preghiera, fatta di silenzio e di ascolto. Nella preghiera, infatti, si conosce la via da seguire, le decisioni più giuste da prendere e si trova il coraggio e la forza di mettere in atto quel piano di salvezza che Dio ha su di noi. Facciamo attenzione alle grazie che ci concede e ringraziamoLo costantemente per questi doni gratuiti. Come Abramo, riponiamo nel Signore tutta la nostra speranza e le benedizioni saranno sempre abbondanti. Non ci mancherà mai il sostegno nei momenti difficili, né la gioia e la serenità in ogni occasione. Solo se resteremo uniti a Dio nella preghiera sentiremo crescere in noi la fede e con la fede la speranza, l’amore e ogni altra virtù.           

 

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