Cos’è l’Indulgenza Plenaria?

di Pamela Salvatori

 

“L’indulgenza- così la definisce il Diritto Canonico- è la remissione extrasacramentale, che l’autorità ecclesiastica fa davanti a Dio, della pena temporale dovuta ai peccati già perdonati, compensazione presa dal tesoro inesauribile della Comunione dei Santi nella Chiesa”.

Se siamo stati battezzati e siamo nello stato di Grazia (se, cioè, non abbiamo commesso peccati mortali o li abbiamo già confessati, recuperando così la grazia) siamo “membri vivi” del Corpo Mistico di Cristo e apparteniamo alla Comunione dei Santi, pertanto possiamo beneficiare delle indulgenze che la Chiesa mette a nostra disposizione.

Il cristiano morto alla Grazia, divenuto quindi “membro morto”, non partecipa delle indulgenze che i “membri vivi” della Chiesa ci comunicano.

 

Ogni volta che si commette un peccato si contrae una colpa, alla quale corrisponde per Giustizia divina una pena. Quando il peccato è stato confessato con sincerità di pentimento, la colpa viene cancellata, ma resta la pena temporale, o castigo, che andrà scontata, o in Purgatorio, dopo la morte, oppure durante la vita, accettando le prove e le sofferenze e compiendo atti di carità e di contrizione perfetta. Perché l'indulgenza sia valida, è necessario che il cuore si stacchi da ogni affetto disordinato e da ogni peccato, anche veniale, altrimenti si ottiene una remissione solo parziale. Le Indulgenze sono doni della Misericordia di Dio, che possono essere applicate anche ai defunti, affinché siano condonati loro tutti i debiti contratti nel corso della vita, così da essere liberati definitivamente dalle pene del Purgatorio. Un tale gesto di carità verso le anime del Purgatorio contribuisce a sua volta alla purificazione dell'anima stessa che lo compie.

 

Per ottenere la remissione COMPLETA delle colpe e dei castighi è necessario un approfondito esame di coscienza per poter confessare tutti i peccati commessi dopo l'ultima Confessione ben fatta. Se si è IN PECCATO MORTALE NON SI PUO' OTTENERE ALCUNA INDULGENZA.

Saranno rimesse pienamente soltanto le colpe e le pene relative a quei peccati che sono stati confessati nel corso della vita e perdonati con l’Assoluzione del Sacerdote nella Confessione

sacramentale.

 

Per un esame di coscienza:

 

I DIECI COMANDAMENTI

 

Io sono il Signore Dio Tuo

1.      Non avrai altro Dio all’infuori di me

2.      Non nominare il nome di Dio invano

3.      Ricordati di santificare le feste

4.      Onora il padre e la madre

5.      Non uccidere

6.      Non commettere atti impuri

7.      Non rubare

8.      Non dire falsa testimonianza

9.      Non desiderare la donna d’altri

Non desiderare la roba d’altri

 

 

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