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“L’indulgenza- così la definisce il Diritto Canonico- è
la remissione
extrasacramentale, che
l’autorità ecclesiastica fa
davanti a Dio, della
pena temporale dovuta ai
peccati già perdonati,
compensazione presa dal tesoro
inesauribile della Comunione
dei Santi nella Chiesa”.
Se
siamo stati battezzati e siamo
nello stato di Grazia (se, cioè,
non abbiamo commesso peccati
mortali o li abbiamo già
confessati, recuperando così
la grazia) siamo “membri
vivi” del Corpo Mistico di
Cristo e apparteniamo alla
Comunione dei Santi, pertanto
possiamo beneficiare delle
indulgenze che
la Chiesa
mette a nostra disposizione.
Il
cristiano morto alla Grazia,
divenuto quindi “membro
morto”, non partecipa delle
indulgenze che i “membri
vivi” della Chiesa ci
comunicano.
Ogni
volta che si commette un
peccato si contrae una colpa,
alla quale corrisponde per
Giustizia divina una pena.
Quando il peccato è stato
confessato con sincerità di
pentimento, la colpa viene
cancellata, ma resta la pena
temporale, o castigo, che andrà
scontata, o in Purgatorio,
dopo la morte, oppure durante
la vita, accettando le prove e
le sofferenze e compiendo atti
di carità e di contrizione
perfetta. Perché l'indulgenza
sia valida, è necessario che
il cuore si stacchi da ogni
affetto disordinato e da ogni
peccato, anche veniale,
altrimenti si ottiene una
remissione solo parziale. Le
Indulgenze sono doni della
Misericordia di Dio, che
possono essere applicate anche
ai defunti, affinché siano
condonati loro tutti i debiti
contratti nel corso della
vita, così da essere liberati
definitivamente dalle pene del
Purgatorio. Un tale gesto di
carità verso le anime del
Purgatorio contribuisce a sua
volta alla purificazione
dell'anima stessa che lo
compie.
Per
ottenere la remissione
COMPLETA delle colpe e dei
castighi è necessario un
approfondito esame di
coscienza per poter confessare
tutti i peccati commessi dopo
l'ultima Confessione ben
fatta. Se si è IN PECCATO
MORTALE NON SI PUO' OTTENERE ALCUNA INDULGENZA.
Saranno
rimesse pienamente soltanto le
colpe e le pene relative a
quei peccati che sono stati
confessati nel corso della
vita e perdonati con
l’Assoluzione del Sacerdote
nella Confessione
sacramentale.
Per
un esame di coscienza:
I
DIECI COMANDAMENTI
Io
sono il Signore Dio Tuo
1.
Non
avrai altro Dio all’infuori
di me
2.
Non
nominare il nome di Dio invano
3.
Ricordati
di santificare le feste
4.
Onora
il padre e la madre
5.
Non
uccidere
6.
Non
commettere atti impuri
7.
Non
rubare
8.
Non
dire falsa testimonianza
9.
Non
desiderare la donna d’altri
Non
desiderare la roba d’altri
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