L’ora di Giuda

 

di Conf. Piero della Regina della Pace, Passionista

 

“Si avvicinava la festa degli Azzimi, detta anche Pasqua, e i capi dei sacerdoti e i dottori della Legge cercavano come sopprimerlo. Però temevano il popolo. Satana allora entrò in Giuda, chiamato Iscariota, che era nel numero dei dodici. Ed egli andò a mettersi d’accordo con i capi dei sacerdoti e i capi della guardia sul modo di consegnare Gesù nelle loro mani. Essi ne furono contenti e convennero di dargli del denaro. Egli fu d’accordo e da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo loro senza che il popolo se ne accorgesse.” (Lc. 22,1-6)

 

Dopo aver approfondito in precedenza i primi due versetti del capitolo 22 nel Vangelo di Luca, analizziamo questa volta il versetto 3: “Satana allora entrò in Giuda, chiamato Iscariota, che era nel numero dei dodici”.

Questo versetto ci accompagna nell’attività finale di Giuda. Molte domande sono sorte nei secoli a proposito di Giuda:

perché Gesù l’ha scelto, pur sapendo di essere da lui tradito?

perché Giuda l’ha seguito?

perché dopo il discorso del pane del cielo, in cui molti abbandonarono Gesù, lui rimase?

perché l’ha tradito?

perché si è impiccato una volta che aveva ricevuto quel denaro?

Di volta in volta si sono date diverse risposte, ma di fronte alla Parola di Dio, l’uomo sente anche che molte domande sono rivolte a lui, domande che lo coinvolgono, domande che riguardano il senso della vita.

Anche nella vicenda di Giuda, siamo interpellati sul suo comportamento e su quello del suo Maestro, per meditare quale è al momento il nostro modo di vivere.

Alla luce di questo versetto, comprendiamo come nel cammino di fede, non vi sono posizioni conquistate, dove si può stare tranquilli di avere il posto già assicurato nel Paradiso. Giuda era uno dei dodici, cioè da tre anni passava notti e giorni con il Figlio di Dio, ma ciò non gli è valso per compiere una conversione di vita. Quando Luca ci dice che satana entrò in Giuda, pare volerci far intendere che, entrare nel cuore di Giuda, è stato più semplice per satana che per Gesù.

Il cuore è come custodito da una porta la cui maniglia è posta all’interno, e solo chi vi abita può aprire a chi vuole.

L’entrata di satana in Giuda non si è pensata come di un fenomeno di possessione, ma come una vera e propria ospitalità.

In Giuda si verifica ciò che il Signore, per mezzo di Mosè, aveva annunciato al popolo di Israele:

 

“Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; poiché io oggi ti comando di amare il Signore tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore tuo Dio ti benedica nel paese che tu stai per entrare a prendere in possesso. Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, io vi dichiaro oggi che certo perirete, che non avrete vita lunga nel paese di cui state per entrare in possesso passando il Giordano” (Dt. 30,15-18)

 

Il deuteronomista parla del “cuore che si svia”. Nel cuore è posto il sacrario della coscienza, dove avvengono le scelte fondamentali. Non sono i nostri comportamenti esterni che denotano una conversione. Questi possono ingannare chi ci osserva, e arrivano a ingannare anche noi stessi. Si arriva a credere di essere nel giusto perché si rispettano con formalismo i precetti della Chiesa, vivendo però né caldi né freddi.

Così è stato per Giuda, che almeno all’esterno seguiva Gesù: nelle predicazioni, nei digiuni, nei pericoli, nelle veglie, addirittura come gli altri apostoli compiva miracoli. Ma il suo cuore ne era lontano, il suo era un compromesso tra seguire il Maestro e i suoi pensieri.

Quanti oggi dilazionano la scelta fondamentale e camminano con i piedi in due scarpe diverse?

Quanto può reggere questa situazione?

Mancando una scelta fondamentale, accade che di volta in volta si preferisca la scelta più conveniente.

Questo è quanto accaduto in Giuda, non avendo mai deciso di rinunciare alle sue idee per fidarsi di Gesù, di volta in volta doveva lottare con se stesso per fare delle scelte. Ma non si fa più fatica così?

Pensiamo ad esempio di fare un lungo viaggio e di avere di fianco uno che conosce bene la strada, non accade che si viaggi con una certa serenità? Sai solo che devi girare dove ti dice lui e fare attenzione quando ti chiede di rallentare.

Pensiamo invece di fare un viaggio da soli, conoscendo approssimativamente il luogo di arrivo. Quanta fatica si fa!

Giuda, benché fosse stato alla scuola di Gesù, non si è mai fidato e così gli è accaduto quello che dice il passo del Deuteronomio 30,17-18 che abbiamo visto, e si è perso:

“Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, io vi dichiaro oggi che certo perirete, che non avrete vita lunga nel paese di cui state per entrare in possesso passando il Giordano”.

Meditiamo su come accogliamo i consigli della Parola di Dio, della Chiesa e valutiamo cosa ci è accaduto quando abbiamo fatto di testa nostra. La fede è fiducia, non è solo credere che Dio esista, ma è aprire il cuore e poter così vivere meglio. Diamo la possibilità alla Parola di Dio di entrare nella nostra vita, nutriamoci di essa.

Oggi più che mai, il cristiano si può rivelare dal posto che occupa nel suo cuore la Sacra Scrittura ; cerchiamo quindi di dedicare nelle nostre case dello spazio e del tempo alla Bibbia.

 

Dalla vita di San Paolo della Croce

Fondatore dei Passionisti

 

“Mi confidò un giorno con altissimo segreto – depone una figlia spirituale – che un venerdì santo, mentre stava orando innanzi al santo sepolcro, Gesù si degnò di stampargli ed imprimergli nel cuore la sua SS. Passione; e che se gli erano alzate tre costole dalla parte del detto cuore, perché se no mi disse, non avrei potuto resistere ne vivere. Tutti, gli istrumenti della sua Passione me li scolpì nel cuore, ed in mezzo di esso il santo segno JESU CHRISTI PASSIO; anzi con la sua Passione mi impresse nel cuore anche i dolori della sua cara Madre”

 

   

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