Si avvicinava la festa degli Azzimi detta anche Pasqua

 di Confr. Piero della Regina della Pace, Passionista

“Si avvicinava la festa degli Azzimi, detta anche Pasqua, e i capi dei sacerdoti e i dottori della Legge cercavano come sopprimerlo. Però temevano il popolo. Satana allora entrò in Giuda, chiamato Iscariota, che era nel numero dei dodici. Ed egli andò a mettersi d’accordo con i capi dei sacerdoti e i capi della guardia sul modo di consegnare Gesù nelle loro mani. Essi ne furono contenti e convennero di dargli del denaro. Egli fu d’accordo e da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo loro senza che il popolo se ne accorgesse.” (Luca 22,1-6)

 

Ci soffermiamo a meditare il versetto 1: Si avvicinava la festa degli Azzimi, detta anche Pasqua…

Luca in questo brano fa riferimento al profeta Isaia 53,12: ha offerto se stesso alla morte e fu computato fra i malfattori. Questa profezia, Luca la richiamerà prima che Gesù esca per il Getsemani; essa racchiudeva gli eventi immediati che precedevano la Passione e morte del Messia. Con il patto tra il Gran Consiglio e Giuda riguardo alla consegna di Gesù, si adempie la seconda parte della profezia di Isaia: fu computato fra i malfattori; la prima parte invece: ha offerto se stesso alla morte, si realizza quando, al termine della cena, Gesù si dirige verso il Getsemani, luogo previsto anche da Giuda per la consegna del Maestro alle guardie.

L’autore biblico, che era un medico, inizia il Vangelo della passione con un riferimento storico, è preciso nel legare gli avvenimenti di Gesù alla storia del suo tempo. Ricordiamo, ad esempio, che all’annuncio della nascita del Battista, ci narrava che si era: al tempo di Erode, re della Giudea (Lc.1,5); lo stesso aveva fatto per l’annuncio a Maria, ricordandoci che era avvenuto: al sesto mese (Lc.1,26). E così farà per l’inizio dell’annuncio del Vangelo da parte di Gesù, con un lungo riferimento storico: Era l’anno quindicesimo del regno di Tiberio Cesare: Ponzio Pilato governava la Giudea, Erode era tetrarca della Galilea e suo fratello Filippo dell’Iturea e della Traconitide; Lisania governava la provincia di Abilene, mentre Anna e Caifa erano i sommi sacerdoti (Lc.3,1-2). A Luca preme far capire a chi legge il suo racconto la veridicità e la solidità di quanto si appresta a raccontare. E così, procede con gli eventi finali della Redenzione, collocandone il tempo storico in cui si svolgono: si avvicinava la festa degli Azzimi, detta anche Pasqua (Lc.22,1).

Erano queste all’origine due feste, quando il popolo ebreo era nomade nel deserto: con la festa di Pasqua, ogni anno, ogni israelita, ricordava la notte in cui l’Angelo del Signore passò e sterminò tutti i primogeniti d’Egitto, punendo così il faraone che con la sua durezza teneva prigioniero il popolo d’Israele. Nel calendario ebraico, questo accadde il 14 del mese di Nisan.

Il giorno successivo, il 15 di Nisan, il faraone lascio libero Israele di partire dall’Egitto, e il popolo in tutta fretta se ne partì, senza avere il tempo di far lievitare il pane, mangiandolo così azzimo. Anche questo evento della partenza immediata era ricordato di generazione in generazione come “Festa degli Azzimi”, che durava sette giorni, dal 15 al 21 di Nisan.

Era così un totale di otto giorni, dal 14 al 21 dello stesso mese.

Al tempo di Gesù, le due feste erano ormai riunite con un unico ottavario, per questo Luca parla di festa degli Azzimi, detta anche Pasqua (Lc.22,1).

 

E’ suggestivo che l’Evangelista inizi il racconto della Passione con … Si avvicinava… Sembra quasi dirci, già dall’inizio della narrazione degli ultimi fatti di Gesù, che la meta è prossima.

Quante volte Gesù aveva detto “Non è ancora giunta la mia ora”; adesso invece, il tempo è compiuto, l’attesa è terminata, tutta l’opera del Figlio dell’Uomo sta per giungere alla perfezione, si avvicina la Pasqua, ma è prossimo anche il momento in cui il vero Agnello pasquale sta per essere sacrificato. L’autore vuole condurci per mano nelle strade polverose di Gerusalemme nell’anno 786 secondo il calendario dalla fondazione di Roma, potenza dominatrice, che sarà poi l’anno 33 dopo Cristo. Egli sembra chiamare a raccolta coloro che fino ad ora hanno letto il suo Vangelo e seguito il Messia nel suo peregrinare per tutta la Palestina. Coloro che l’hanno seguito, ora sono invitati ad avvicinarsi ai momenti ultimi della vita del Messia, è il momento di posare i pochi indumenti e oggetti da viaggio e mettersi in religioso silenzio, come una processione in cui man mano cresce il numero dei partecipanti, altri abbandonano, e giunta dinanzi al Santuario, il sacerdote invita coloro che l’hanno seguito, a entrare nel luogo santo, dove avverrà la celebrazione conclusiva. Gesù è il sacerdote che ha guidato il popolo, e che a Gerusalemme sarà anche vittima del sacrificio. Anche tu così, sei invitato adesso, nel silenzio, in punta di piedi, ad avvicinarti a luoghi santi, agli scenari della Passione. Fino ad ora lo hai udito parlare sul monte e proclamare le beatitudini; lo hai visto moltiplicare i pani; ne hai osservato la maestà nel comandare le tempeste del mare; lo hai contemplato mentre nel deserto, di notte, prega con le braccia levate al cielo; lo hai ammirato camminare sull’acqua; hai esultato per i ciechi che tornavano a vedere, e poi gli zoppi, i lebbrosi e altre infermità sanate.

 

Adesso, caro amico, entra con lui a Gerusalemme e osserva come dona la vita il Figlio di Dio. Guarda Giuda che va a trattare come merce il suo Maestro; assisti all’ultima cena, dove lava i piedi come l’ultimo dei servi e ci consegna se stesso con il Pane Eucaristico e considera: con un invito gioioso, a Cana, aveva dato inizio all’Evangelizzazione, con un altro convito qui, mesto, li saluta; e poi, guarda la sofferenza del Getzemani, il bacio di Giuda, l’arresto, il processo, le percosse, i rinnegamenti, la dolorosissima via del Calvario, la tremenda Crocifissione e dopo il perdono dato da Lui a noi (!), il reclinare il capo sul legno della Croce.

Sei invitato a sostare in tutti questi luoghi e infine, sul Calvario, non limitarti a guardare tu lui, ma lasciati da lui guardare, incontra gli occhi di Gesù sulla Croce, ora ci sarai tu e lui, non ti chiederà parole, non sforzi con te stesso, ma t’inviterà solo ad essere presente, che tu sia lì, e che chieda a te: ho sete!

Eccoci allora con le parole di San Luca: Si avvicinava la festa degli Azzimi, chiamata anche Pasqua…

 

Dalla vita di San Paolo della Croce.

Fondatore dei Passionisti

La perla si forma nella conchiglia, ma la conchiglia, quando ha ricevuto la rugiada dal cielo, si chiude bene e sene va a fondo nel mare ed ivi lavora la nobile perla. Intendetemi bene: la perla della vera virtù si lavora nel fondo del mare dei patimenti e nel mare della cognizione del proprio nulla, e da questi mari si passa poi a nuotare o dirò meglio a sommergersi nell’immenso mare dell’increato immenso Amore.

  

 

 

 

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