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Celebrare
Maria, Assunta in cielo, è
celebrare la più grande e
nobile creatura glorificata e
benedetta per sempre come Lei
stessa aveva cantato nel
Magnificat: Perché il Signore
ha fatto grandi cose in me.
Santo è il suo nome. Tutte le
generazioni mi chiameranno
Beata.(Lc.1,49-50).
L'Assunzione
di Maria non è stata un
addio, ma l'inizio di una
nuova presenza… La presenza
della Madre del Signore
glorioso e risorto, che nella
nostra storia continua ad
agire con la sua umanità
glorificata. E quando
guardiamo in alto, il nostro
sguardo non si ferma in una
contemplazione piena di
nostalgia ma ci impegna nella
testimonianza della nostra
fede come pellegrini nel
mondo… in attesa, anche noi,
di vivere il nostro incontro
definitivo con il Signore.
L'incarnazione
di Gesù si è conclusa nella
sua fase terrena quando
nell'Ascensione fissa il
nostro sguardo nelle realtà
che trascendono la nostra
piccola storia umana, le
nostre attività, i nostri
impegni quotidiani, e
guardiamo con gioia e con
fiducia l'aldilà. Nelle
ultime parole di Gesù nel
vangelo di Matteo c'è la
promessa della sua assistenza
per sempre. Ci rivela il suo
potere e ci conferisce la
missione di testimoniare la
nostra fede fino agli ultimi
confini del mondo. La parola
di Gesù: Io sarò sempre con
voi tutti i giorni, fino alla
fine del mondo (Mt 28,20) è
la fonte di ogni speranza, e
il fondamento dell'impegno che
come credenti abbiamo per la
trasformazione di questa realtà
temporale.
Essere
fedeli al Signore Gesù
significa contemplare la sua
gloria e quella di Maria per
prendere forza, entusiasmo,
slancio, sicurezza
nell'avvenire della Chiesa.
Queste parole unite alla
promessa di Gesù: Le porte
dell'inferno non prevarranno
sulla Chiesa, costituiscono il
punto fermo del credente che
sa ed è sicuro che Cristo
Risorto è il Signore della
Storia. Colui che ci porta al
Padre. Maria Assunta in cielo
diventa nella Scrittura Sacra,
nell'Apocalisse del Apostolo
Giovanni, come la Donna
vestita da sole, che ci offre
il suo Figlio, che diventa
vincitore della morte e del
peccato, che trionfa sul
maligno, che vive per sempre,
che riempie di senso la vita e
la morte, la storia umana, il
lavoro, il dolore.
E
Maria Assunta in cielo apre a
noi l'orizzonte dell'eternità,
ci fa vedere che il mondo ha
senso e che la nostra speranza
ha una fondata ragione per
sostenerci in tutte le
avversità. Contemplando Maria
troviamo che tutto nella
nostra vita può essere
guardato sotto il profilo
dell'orizzonte della nostra
patria definitiva… dove
tutto acquista senso nel
mistero di Dio. E questo
privilegio di Maria è il
frutto della Croce del suo
Figlio. "Per crucem ad
lucem… per la croce alla
luce". Il che vuol dire
che Gesù si associa a Maria e
insieme diventano il ponte tra
il nostro presente e la realtà
della nostra speranza. La vita
gloriosa di Maria… e la vita
dei credenti in
pellegrinaggio.
Gesù
e Maria, dopo l'Assunzione,
danno inizio ad un'altra fase
della storia della salvezza:
la vita della Chiesa
pellegrina, la vita della
Chiesa che vive nella Speranza
e nella Fede e che si trova
unita nell'amore e nella Carità
per essere fedele alla sua
missione. Lo sguardo di Maria
in cielo consente vedere il
nostro mondo, la nostra realtà,
sotto la nuova luce della sua
glorificazione. Gli occhi di
Maria, non hanno più i limiti
terreni di uno sguardo umano,
ma acquistano la dimensione
infinita e inescrutabile della
sapienza del suo Figlio.
Maria
diventa cosi, una Madre che si
fa presente con noi, che
continua a partecipare alla
nostra storia e può conoscere
ognuno di noi nella nostra
singolarità. Per questa
ragione la preghiera fiduciosa
dei credenti raggiunge la
nostra Madre e Lei risponde e
guarda ad ognuno di noi con un
personale rapporto di amore e
di maternità.
Maria,
Assunta in cielo, diventa per
noi fonte di speranza, di
gioia, di pace. Ci fa capire
che soltanto ci ha preceduti.
Che ci accompagna ovunque, che
prende con se tutta la nostra
storia umana, la nostra
piccola storia personale, per
condurci alla pienezza della
gloria. Maria è stata in
terra la Madre di Gesù… e
anche in Cielo continua ad
essere e manifestarsi come la
Madre della Chiesa, che con
speciale dedizione e affetto
ci accompagna, ci guarda, ci
preserva, ci aiuta e diventa
la nostra Ausiliatrice,
l'Ausiliatrice dei credenti,
l'Ausiliatrice dei Cristiani.
Maria segno di consolazione e
di sicura speranza… Maria
piena di grazia che diventa
grande davanti a Dio per la
sua umiltà, e Dio prende
questa donna umile e povera,
aperta alla sua grazia e la fa
diventare Madre di tutti i
credenti.
Maria
realizza in se il passo dal
Corruttibile
all’incorruttibile, da
mortale a immortale, dalla
sconfitta del Calvario alla
Vittoria della croce, alla
Corona di Gloria, diventando
Modello del credente.
L'Immacolata, Assunta in
cielo, Ausiliatrice dei
Cristiani. Quanta ragione
aveva Don Bosco quando
contemplando le tribolazioni
del suo tempo percepisce che
invocare l'ausilio di Maria è
farla presente nella storia ed
impegnarla nella vita
quotidiana dei credenti, dei
cristiani.
Anche
noi, in questa novena vogliamo
rivolgere il nostro sguardo a
Maria. La contempliamo nella
sua assunzione in cielo. In
questa novità inesprimibile
dove simultaneamente si trova
vicina e lontana, presente e
attenta ai nostri bisogni,
alle nostre angosce, ai nostri
problemi, alle nostre
tribolazioni. Fa parte della
nostra storia, partecipa
attivamente alla vita della
comunità dei credenti. Vive
con noi.
Non
può lasciarci da soli. Maria
è con noi, colla Chiesa
militante, con la Chiesa
pellegrina, disposta a
suscitare le persone, le
opere, le istanze convenienti
affinché non ci sentiamo
smarriti nelle nostre lotte.
Maria dunque guarda dal cielo
la nostra società, la gioventù,
le famiglie. Implora dal
Figlio la forza per sostenere
la fedeltà agli impegni
intrapresi, suscita i migliori
sentimenti che ci portano al
pentimento, alla
riconciliazione… a ritornare
alla casa del Padre… a
sentirci il figlio prodigo che
sa qual è la nostra dignità
come figli di Dio.
Dal
sito:
http://www.donbosco-torino.it
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