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Parlare di Maria SS. è già silenzio.
Ogni parola su Lei non emette
alcun rumore.
Come carezza filiale trova sorgente dalle mozioni
del cuore
e
si fa preghiera
per la compiacenza Divina.
Si, Dio ama chi loda
la
Madre Sua.
Chi gli porge l’onore
di accoglierLa qual Madre.
Allora, Lei si fa presente
con il Suo caldo abbraccio
nascondendo col manto
gli occhi piangenti del figlio
a sguardi indiscreti.
Sorride nell’intimità,
lasciando che
l’angoscia fugga via
ridonando il sorriso.
Cosa
c’è di più bello e santo
del parlare di Maria!
Splendida fanciulla che ha
percorso le vie del suo mondo
senza che minimamente questo
La contaminasse. E’ passata
nel tempo qual fulgido e
immacolato fiore, spargendo
intorno a Sé il profumo delle
Sue più sublimi virtù. La più
eccelsa è l’umiltà. Questa
parola “umiltà” viene dal
termine “Humus” e si
riferisce alla parte organica
e feconda della terra.
L’umiltà, come l’humus,
nasce dalla terra, ovvero
dalla bassezza delle cose
create, ma così estremamente
importante affinché la vita
trovi nutrimento, cresca e si
fortifichi. Così è per
Maria. Nel Suo humus Dio fece
attecchire e germogliare ogni
perfezione di sapienza umana e
spirituale,
per essere degna Dimora
dell’Unigenito. Davanti alla
grandezza del mistero di Dio
che si compiva in Lei, si è
posta qual ultima fra tutte le
donne. Se leggiamo i Vangeli,
anche in maniera superficiale,
spicca la discrezione e il
silenzio di Maria. Eppure, è
Colei che con il Suo “si”
ha reso possibile il mistero
dell’Incarnazione. Quanto
veramente avrebbe meritato di
parlare secondo la logica
umana! Lei
la Sapienza
al femminile! Da una lettura
attenta risulta invece il
contrario. Il Suo silenzio
sostiene le parole del Figlio
Suo. Quel silenzio è
l’Amore! L’atteggiamento
di chi è capace di farsi da
parte, lasciando che
la Verità
brilli … e Lei, nascosta,
adorava qual Figlia il Suo
Dio, sosteneva qual Madre, col
cuore e con l’abilità di
donna, quel Figlio
tratto dalle Sue Carni
che Lei considerava Dio.
Maria, Donna della
discrezione, che obbediva,
gioendo al desiderio del cuore
di nascondersi al mondo,
facendo propria la logica
Divina del non apparire.
La Sua
vita, tutta racchiusa nei
gesti faticosi dell’umile
vita di ogni giorno asservita
ad una preghiera costante. Il
Suo farsi da parte che si
china sul Mistero del Dio
fatto Uomo. Contempla
la Madre
, meditandone i segreti
nel buio e nello
squallore di una stalla (vedi
Lc 2,19). Nel dolore di chi
bussa di porta in porta con il
cuore gonfio d’angoscia per
lo smarrimento del Figlio di
Dio che aveva in custodia.
“Figlio, perché ci hai
fatto questo? Tuo padre ed io
angosciati di cercavamo!”
(vedi Lc 2,41-50). Lei seppe
porgerGli solo una domanda,
soltanto per capire! Donna del
silenzio, come di chi ascolta
il messaggero celeste e si
definisce un nulla (vedi Lc
1,38). Silenzio, come sussurro
appena mormorato
all’orecchio del Figlio Suo
alle nozze di Cana, che grida
sulle necessità degli uomini
che hanno diritto al vino
della gioia (vedi Gv 2,3-5).
Silenzio, che si consuma in
olocausto sotto la croce
terribile del Figlio straziato
e morente (vedi Gv 19,25-27).
Quel Figlio che è il Suo Dio!
Il seno Le si squarcia tra
mille spasimi per
la Sua
morte imminente. Silenzio,
nella sala del Cenacolo, come
preghiera continua
nell’attesa dello Spirito
che con rombo assordante si
sprigiona dal fuoco
dell’ardente Amore
Trinitario (vedi Atti 2,1-4).
Parlare di Maria è fare
silenzio sulle cose del mondo,
sulle chiacchiere vane che non
costruiscono nulla e tolgono
la pace,
che se anche mormorate
nel segreto verranno
sicuramente gridate sui tetti.
Perché mi affatico per ciò
che non costruisce ma che
addiziono vanamente al
frastuono del mondo? Il male
fa rumore: grida il suo odio
in nome di rancori mai
assopiti, di invidia mal
celata che salta di bocca in
bocca. Silenzio nel nostro
cuore per ascoltare la voce di
Dio e
il pianto sommesso del
fratello che non osa chiederti
comprensione per paura di
essere deriso. Guardiamoci
attorno, regna incontrastata
la regola spietata
dell’apparire. Se gettiamo
le nostre radici in terra
povera senza vita, come faremo
a rimanere vivi? L’humus
sciolto nella terra è scrigno
per la perla preziosa del
Regno (vedi Mt 13,44-45),
pagina santa per il santo dito
di Cristo a difesa
dell’adultera (vedi Gv
8,1-9), impastata per aprire
gli occhi del cieco nato (vedi
Gv 9,1-7), docile
nelle mani di Dio
Creatore per dare un corpo ad
Adamo (vedi Gn 1). Silenzio
dalle vanità è la fonte
della pace e della gioia che
scaturisce dalle sorgenti di
Dio per un mondo migliore.
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