MARIA, DONNA DEL SILENZIO  

di Carla Torre

 

Parlare di Maria SS. è già silenzio.

Ogni parola su Lei non emette

alcun rumore.

Come carezza filiale trova sorgente dalle mozioni del cuore

 e  si fa preghiera

per la compiacenza Divina.

Si, Dio ama chi loda

la Madre Sua.

Chi gli porge l’onore

di accoglierLa qual Madre.

Allora, Lei si fa presente

con il Suo caldo abbraccio

nascondendo col manto

gli occhi piangenti del figlio

a sguardi indiscreti.

Sorride nell’intimità,  lasciando che l’angoscia fugga via

ridonando il sorriso.

 

 

 

 

Cosa c’è di più bello e santo del parlare di Maria! Splendida fanciulla che ha percorso le vie del suo mondo senza che minimamente questo La contaminasse. E’ passata nel tempo qual fulgido e immacolato fiore, spargendo intorno a Sé il profumo delle Sue più sublimi virtù. La più eccelsa è l’umiltà. Questa parola “umiltà” viene dal termine “Humus” e si riferisce alla parte organica e feconda della terra. L’umiltà, come l’humus, nasce dalla terra, ovvero dalla bassezza delle cose create, ma così estremamente importante affinché la vita trovi nutrimento, cresca e si fortifichi. Così è per Maria. Nel Suo humus Dio fece attecchire e germogliare ogni perfezione di sapienza umana e spirituale,  per essere degna Dimora dell’Unigenito. Davanti alla grandezza del mistero di Dio che si compiva in Lei, si è posta qual ultima fra tutte le donne. Se leggiamo i Vangeli, anche in maniera superficiale, spicca la discrezione e il silenzio di Maria. Eppure, è Colei che con il Suo “si” ha reso possibile il mistero dell’Incarnazione. Quanto veramente avrebbe meritato di parlare secondo la logica umana! Lei la Sapienza al femminile! Da una lettura attenta risulta invece il contrario. Il Suo silenzio sostiene le parole del Figlio Suo. Quel silenzio è l’Amore! L’atteggiamento di chi è capace di farsi da parte, lasciando che la Verità brilli … e Lei, nascosta, adorava qual Figlia il Suo Dio, sosteneva qual Madre, col cuore e con l’abilità di donna, quel Figlio  tratto dalle Sue Carni che Lei considerava Dio. Maria, Donna della discrezione, che obbediva, gioendo al desiderio del cuore di nascondersi al mondo, facendo propria la logica Divina del non apparire. La Sua vita, tutta racchiusa nei gesti faticosi dell’umile vita di ogni giorno asservita ad una preghiera costante. Il Suo farsi da parte che si china sul Mistero del Dio fatto Uomo. Contempla la Madre , meditandone i segreti  nel buio e nello squallore di una stalla (vedi Lc 2,19). Nel dolore di chi bussa di porta in porta con il cuore gonfio d’angoscia per lo smarrimento del Figlio di Dio che aveva in custodia. “Figlio, perché ci hai fatto questo? Tuo padre ed io angosciati di cercavamo!” (vedi Lc 2,41-50). Lei seppe porgerGli solo una domanda, soltanto per capire! Donna del silenzio, come di chi ascolta il messaggero celeste e si definisce un nulla (vedi Lc 1,38). Silenzio, come sussurro appena mormorato all’orecchio del Figlio Suo alle nozze di Cana, che grida sulle necessità degli uomini che hanno diritto al vino della gioia (vedi Gv 2,3-5). Silenzio, che si consuma in olocausto sotto la croce terribile del Figlio straziato e morente (vedi Gv 19,25-27). Quel Figlio che è il Suo Dio! Il seno Le si squarcia tra mille spasimi per la Sua morte imminente. Silenzio, nella sala del Cenacolo, come preghiera continua nell’attesa dello Spirito che con rombo assordante si sprigiona dal fuoco dell’ardente Amore Trinitario (vedi Atti 2,1-4). Parlare di Maria è fare silenzio sulle cose del mondo, sulle chiacchiere vane che non costruiscono nulla e tolgono la pace,  che se anche mormorate nel segreto verranno sicuramente gridate sui tetti. Perché mi affatico per ciò che non costruisce ma che addiziono vanamente al frastuono del mondo? Il male fa rumore: grida il suo odio in nome di rancori mai assopiti, di invidia mal celata che salta di bocca in bocca. Silenzio nel nostro cuore per ascoltare la voce di Dio e  il pianto sommesso del fratello che non osa chiederti comprensione per paura di essere deriso. Guardiamoci attorno, regna incontrastata la regola spietata dell’apparire. Se gettiamo le nostre radici in terra povera senza vita, come faremo a rimanere vivi? L’humus sciolto nella terra è scrigno per la perla preziosa del Regno (vedi Mt 13,44-45), pagina santa per il santo dito di Cristo a difesa dell’adultera (vedi Gv 8,1-9), impastata per aprire gli occhi del cieco nato (vedi Gv 9,1-7), docile  nelle mani di Dio Creatore per dare un corpo ad Adamo (vedi Gn 1). Silenzio dalle vanità è la fonte della pace e della gioia che scaturisce dalle sorgenti di Dio per un mondo migliore.

  

     

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