La Preghiera

 

Gesù nel Vangelo, la Madonna nelle sue apparizioni, San Paolo e tutti i Santi ci raccomandano di pregare sempre senza stancarci. Perché? Perché la preghiera è la forza che sorregge il mondo e chi prega ottiene la grazia speciale di ravvivare la fede in se stesso e negli altri. La preghiera è una vera arma che Dio pone nelle nostre mani per combattere il male in tutte le sue forme. L’orazione perseverante, continua, fiduciosa e umile riesce persino a fermare le guerre. Inoltre colui che prega ottiene favori e grazie celesti per tutta la Chiesa, assicura la salvezza eterna della sua anima e misteriosamente provvede ai bisogni di tante altre anime che, altrimenti, si perderebbero. La preghiera crea una vera comunione con il Signore, con Maria, Sua e nostra Madre e con tutti i membri della Chiesa, con quelli vivi e persino con le anime che già sono nel Paradiso e nel Purgatorio, cosicché ognuno può usufruire dei benefici della preghiera dell’altro. La preghiera è davvero uno scambio d’amore, che annulla le distanze tra gli uomini e li avvicina a Dio.

 

Ma come si può pregare incessantemente e nello stesso tempo adempiere tutti i doveri di ogni giorno? Avendo un continuo desiderio di Dio; dimostrandoGli in ogni circostanza fedeltà e accettazione della Sua Volontà. A scuola, a casa, da soli o in compagnia, dobbiamo ricordarci sempre di Gesù, che pur essendo Dio, ha voluto incarnarsi nel grembo della Vergine Maria per nascere bambino, proprio come noi, e si è lasciato uccidere sulla Croce, per dimostrarci il Suo amore e la Sua vicinanza. In ogni momento della giornata, dunque, rivolgiamo il nostro cuore al Signore, ringraziandoLo della gioia che ci dà nei bei momenti che viviamo, e chiedendo il Suo aiuto e la Sua protezione quando ci sentiamo soli e in pericolo. Se cadiamo in errore, per disobbedienza e arroganza, domandiamo, pentiti, perdono a Dio, che ci aiuterà a diventare migliori e a crescere nell’umiltà. Stabiliamo un dialogo continuo con il Signore, che vuole essere nostro amico e confidente e raccontiamo a Lui le nostre gioie e le nostre pene; sopportiamo con pazienza ogni sacrificio; perdoniamo ogni offesa ricevuta, e saremo certi di piacere al Signore.

 

Ascoltiamo ora le parole che Gesù ci rivolge nel Vangelo di San Giovanni, durante l’Ultima Cena: “Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato” (15,7) e ancora “Se osserverete i miei comandamenti rimarrete nel mio amore” (15,10). Gesù ci rivela un altro aspetto della preghiera. Infatti, il dialogo interiore con Dio, va accompagnato dalla fedeltà ai Suoi Comandamenti. Chi desidera veramente amare Dio, si sforza di tenere fissi nel cuore i precetti del Signore e di mettere in pratica i Suoi Dieci Comandamenti, perché sa che è il modo migliore per dimostrarGli fedeltà e amore e ottenere da Lui tutto ciò di cui ha veramente bisogno.

 

Tuttavia, in alcuni momenti della giornata è anche importante fermarsi, lasciare tutte le occupazioni, ritirarsi in un luogo silenzioso, e recitare qualche preghiera come Gesù ci ha insegnato (vedi Vangelo di Matteo 6, 5-15). E’ buona abitudine pregare al mattino, appena svegli, alla sera, prima di addormentarsi e cercare qualche altro momento durante la giornata. È poi molto gradita al Signore la preghiera in comune, magari in famiglia, recitando insieme il Santo Rosario, o almeno qualche breve orazione.

 

La preghiera non deve essere un peso, perché come il corpo ha bisogno di cibo e aria per vivere, così anche l’anima, e solo la preghiera è l’ossigeno che tiene in vita l’anima, per questo deve essere incessante, umile e perseverante. Cibo dello spirito è, poi, la Santa Eucaristia, che va ricevuta almeno alla Domenica e alle feste comandate. Partecipare alla Santa Messa festiva significa dare nutrimento alla propria anima: infatti, la Comunione ricevuta in stato di grazia, ossia dopo la Confessione, che va fatta tutte le volte che si commette peccato mortale contro i Comandamenti di Dio (se, invece, si tratta di peccati di minore importanza (veniali) bisogna confessarli almeno una volta al mese), la Santa Eucaristia dona forza allo spirito e al corpo. Inoltre, così si rispetta il terzo comandamento che dice: “Ricordati di santificare le feste”. Non c’è preghiera più bella della Santa Messa, dove Gesù si dona a noi vivo nell’Ostia consacrata. Non esiste preghiera più perfetta di questa per lodare, ringraziare e domandare nuove grazie al Signore.

 

Ecco come si realizza l’esortazione “pregate incessantemente”: con la preghiera mentale e interiore, rimanendo in dialogo costante con il Signore durante la giornata; con il rispetto dei Suoi Comandamenti e, infine, con la preghiera vocale, che non bisogna mai trascurare. 

 

 

Per me, la preghiera è uno slancio del cuore, un semplice sguardo gettato verso il Cielo, un grido di riconoscenza e di amore in mezzo alla prove come in seno alla gioia; insomma è qualcosa di grande, di soprannaturale, che mi dilata l’anima e mi unisce a Gesù.

Santa Teresa di Gesù Bambino

 

Pamela Salvatori

 

 

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