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554 Dal giorno in cui
Pietro ha confessato che Gesù
è il Cristo, il Figlio del
Dio vivente, il Maestro «
cominciò a dire apertamente
ai suoi discepoli che doveva
andare a Gerusalemme, e
soffrire molto [...] e venire
ucciso e risuscitare il terzo
giorno » (Mt 16,21).
Pietro protesta a questo
annunzio, 309 gli
altri addirittura non lo
comprendono.
310
In
tale contesto si colloca
l'episodio misterioso della
trasfigurazione di Gesù
311 su un alto monte,
davanti a tre testimoni da lui
scelti: Pietro, Giacomo e
Giovanni. Il volto e la veste
di Gesù diventano sfolgoranti
di luce, appaiono Mosè ed
Elia che parlano « della sua
dipartita che avrebbe portato
a compimento a Gerusalemme »
(Lc 9,31). Una nube li
avvolge e una voce dal cielo
dice: « Questi è il Figlio
mio, l'eletto; ascoltatelo »
(Lc 9,35).
555
Per un istante, Gesù mostra
la sua gloria divina,
confermando così la
confessione di Pietro. Rivela
anche che, per « entrare
nella sua gloria » (Lc 24,26),
deve passare attraverso la
croce a Gerusalemme. Mosè ed
Elia avevano visto la gloria
di Dio sul monte; la Legge e i
profeti avevano annunziato le
sofferenze del Messia.
312 La passione di Gesù
è proprio la volontà del
Padre: il Figlio agisce come
Servo di Dio. 313
La nube indica la presenza
dello Spirito Santo: « Tota
Trinitas apparuit: Pater in
voce, Filius in homine,
Spiritus in nube clara –
Apparve tutta la Trinità: il
Padre nella voce, il Figlio
nell'uomo, lo Spirito nella
nube luminosa »: 314
«
Tu ti sei trasfigurato sul
monte, e, nella misura in cui
ne erano capaci, i tuoi
discepoli hanno contemplato la
tua gloria, Cristo Dio,
affinché, quando ti avrebbero
visto crocifisso,
comprendessero che la tua
passione era volontaria ed
annunziassero al mondo che tu
sei veramente l'irradiazione
del Padre ». 315
556
Alla soglia della vita
pubblica: il battesimo; alla
soglia della pasqua: la
trasfigurazione. Col battesimo
di Gesù « declaratum fuit
mysterium primae
regenerationis – fu
manifestato il mistero della
prima rigenerazione »: il
nostro Battesimo; la
trasfigurazione « est
sacramentum secundae
regenerationis – è il
sacramento della seconda
rigenerazione »: la nostra
risurrezione. 316
Fin d'ora noi partecipiamo
alla risurrezione del Signore
mediante lo Spirito Santo che
agisce nel sacramento del
corpo di Cristo. La
trasfigurazione ci offre un
anticipo della venuta gloriosa
di Cristo « il quale
trasfigurerà il nostro misero
corpo per conformarlo al suo
corpo glorioso » (Fil 3,21).
Ma ci ricorda anche che « è
necessario attraversare molte
tribolazioni per entrare nel
regno di Dio » (At 14,22):
«
Pietro non lo capiva ancora
quando sul monte desiderava
vivere con Cristo. 317
Questa felicità Cristo te la
riservava dopo la morte, o
Pietro. Ora invece egli stesso
ti dice: Discendi ad
affaticarti sulla terra, a
servire sulla terra, a essere
disprezzato, a essere
crocifisso sulla terra. È
discesa la vita per essere
uccisa; è disceso il pane per
sentire la fame; è discesa la
via, perché sentisse la
stanchezza del cammino; è
discesa la sorgente per aver
sete; e tu rifiuti di
soffrire? ».
318
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